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STORIE INTRIGANTI DI PIANTE BALDENSI

Domenica 9 settembre alle ore 15,00, presso la sala conferenze del Rifugio Novezzina, il professor Daniele Zanini, referente scientifico dell’Orto Botanico del Monte Baldo, parlerà della storia scientifica e medica di alcune piante che hanno contribuito alla notorietà europea di questa catena.

Un tempo la montagna veronese era visitata soprattutto da erbolati e rizotomi, cioè da erboristi raccoglitori di erbe e radici, richiestissime dalla medicina classica per curare molteplici infermità. Successivamente anche i botanici e i naturalisti iniziarono a frequentare il Monte Baldo per studiarne gli endemismi, ossia le piante esclusive di un territorio, lasciando traccia di storie curiose, aneddoti, false credenze  e peculiarità scientifiche.

Si ricorderà per esempio l’importanza dello studio dei fogli d’erbario di Ulisse Aldrovandi, risalenti alla metà del Cinquecento e conservati presso l’Orto Botanico di Bologna, per la determinazione di moltissime piante raccolte e descritte per la prima volta proprio sul Monte Baldo, alcune delle quali servivano per preparare la Teriaca, il polifarmaco che ha reso famoso il farmacista veronese Francesco Calzolari e la città di Verona. Inoltre si parlerà del dubbio sulla presenza della Scorodonia, un semplice che egli raccoglieva  per Girolamo Fracastoro, il medico che ha contribuito  alla rinascenza della botanica farmaceutica, e della curiosa segnalazione di Centaurea alpina del 1578 fatta da Gaspard Bauhin, medico di Basilea, una specie non più ritrovata da altri sul Monte Baldo,  ritenuta dubbia per oltre 400 anni, cioè fino ad una recente segnalazione.

Quindi semplici velenosi, rimedi magici, antidoti richiesti da sovrani e papi, incidenti mortali e scoperte sensazionali saranno il tema centrale di questo incontro di studio rivolto alla conoscenza del vasto mondo delle piante.

 

 

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