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Fior di stecco

Daphne mezereum L. Descrizione In primavera la specie è riconoscibile soprattutto per l’intenso e gradevole odore emesso dai fiori che risaltano, con il loro colore viola acceso, sui fusti legnosi ancor privi di foglie. In estate si vedono invece le bacche rosse e velenose tra le verdi foglie coriacee. I fiori sono formati da 4 “petali” saldati in un lungo tubo e sono riuniti in fascetti all’apice dei fusti ramificati. Ambiente La si può osservare in faggete rade, cespuglieti montani e brughiere subalpine, fino ai 2000 m di quota. Tossicità e usi Tutta la pianta è velenosa e il semplice contatto con la sua linfa può provocare infiammazioni cutanee. Sono in particolare i frutti, invitanti con il loro colore rosso corallo, ad essere particolarmente pericolosi: l’ingestione di poche bacche risulta mortale! Quando la montagna dava tutto a chi la abitava, con la scorza della pianta, oggi protetta, si facevano i lacci per gli scarponi. Curiosità Il nome comune “fior di stecco” deriva dal fatto che la pianta fiorisce prima che spuntino le foglie, e assomiglia a un bastone fiorito. Il nome del genere, deriva dalla dea greca Daphne che, per scappare dalla bramosia di Apollo, si fece trasformare in una pianta di alloro: le foglie di una specie che vive a quote inferiori (Daphne laureola L.) sono molto simili a quelle dell’alloro. Il nome specifico mezereum sembra derivare dall’arabo “mazerium” che significa uccidere, per la velenosità della pianta. Free shipping,Discount 10% generic tadapox cialis generic buy motilium 10 uk generic sildalis order prednisolone online buy prozac fluoxetine online

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