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Euforbia a foglie di mandorle

Euphorbia amygdaloides L. Descrizione Pianta dai fiori poco appariscenti ma molto particolari. Più facile è riconoscerla per il latice bianco, appiccicoso e caustico che tutte le piante del genere emettono da foglie e fusti quando vengono spezzati. È perenne, con fusto eretto alto fino a 60 cm, legnoso alla base, foglie allungate densamente raccolte nella parte inferiore del fusto. I fiori sono portati da ombrelle di 5-10 raggi con brattee (foglie modificate alla base dei fiori) ovali e saldate ad imbuto. L’inflorescenza, che prende il nome di “ciazio”, è formata da numerosi fiori maschili ridotti al solo stame, contornati da 4-5 ghiandole a forma di mezzaluna, con al centro un fiore femminile composto dal solo ovario che si sviluppa in una grande e peduncolata capsula glabra. Ambiente La si incontra tipicamente nei boschi di faggio fino ai 1800 m di quota, ma anche nei querceti e in altri boschi di latifoglie, dove fiorisce già dal mese di febbraio. Curiosità e tossicità La pianta contiene un succo bianco tossico usato in passato per bruciare calli e verruche. Il nome Euphorbia deriva dal nome del medico greco Euphorbos vissuto nel I° secolo a.C.

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