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Aquilegia scura

Aquilegia atrata W.D.J. Koch Descrizione Caratteristico e particolare è il fiore di questa ranuncolacea che appare come una “campanella allargata in più punte” reclinata verso il basso, di un viola molto scuro o porporino, portata da uno stelo fiorale alto fino a 70 cm. Se osservato attentamente si vede che il fiore è formato da 5 “petali” esterni (tepali) lanceolati e allungati e da 5 “petali” interni (nettari) formanti un cappuccio prolungato in uno sperone uncinato e contenenti il nettare. Caratteristiche sono anche le foglie, profondamente divise in segmenti triangolari. Ambiente Vive nelle chiarie dei boschi montani, in particolare di abete rosso, raggiungendo i 2000 m di quota. Specie simili Sulle rupi strapiombanti, sui ghiaioni e nei pascoli sassosi delle alte quote è presente una specie simile, di taglia più piccola, Aquilegia einseleana F.W.Schultz, dal fiore blu, rara ed endemica delle Alpi. Usi e tossicità La pianta viene evitata dagli animali erbivori in quanto da fresca possiede sostanze velenose. Attualmente è usata in omeopatia in casi di nervosismi e stati di debolezza. Curiosità Numerose sono le varietà coltivate che derivano dalle specie selvatiche. La pianta viene chiamata anche “amor nascosto” perché il fiore, reclinato verso il basso, tiene nascosta tutta la sua bellezza. Aquilegia significa “che serve a tirar su l’acqua”, probabilmente per la forma a cappuccio dei nettari interni. Il nome specifico atrata deriva dal latino “āter” che significa “nero” in riferimento al colore scuro dei fiori.

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