UN ORTO BOTANICO NELL’HORTUS EUROPAE

Negli ultimi decenni la biodiversità del mondo vegetale ha subito numerose perdite a causa dello sviluppo di attività antropiche ad elevato impatto ambientale. Sempre più persone, tuttavia, si rendono conto dell’importanza della tutela della diversità biologica, non solo dal punto di vista etico ed ecologico, ma anche alimentare, medico ed economico. Nello sforzo di impedire l’impoverimento del mondo vegetale, gli Orti Botanici svolgono oggi un ruolo chiave, per la capacità di agire contemporaneamente su tre diversi fronti: la conservazione, la ricerca e la divulgazione. Essi rappresentano il mezzo principale della conservazione della biodiversità vegetale sia “ex situ”, sia “in situ” e consentono la reintroduzione negli habitat naturali di specie a rischio di estinzione. Inoltre, svolgono una importante azione di sensibilizzazione del grande pubblico sui temi della tutela ambientale. Attraverso lo studio delle specie più interessanti dal punto di vista farmacologico, possono inoltre offrire a territori considerati marginali dal punto di vista produttivo, opportunità uniche per uno sviluppo equilibrato e sostenibile delle risorse naturali. L’Orto Botanico del Monte Baldo fu realizzato negli anni ’80 dall’Azienda Regionale per le Foreste del Veneto a Novezzina, in Comune di Ferrara di Monte Baldo, a m 1.230 s.l.m., su una superficie di circa 20.000 mq, occupata originariamente da un vivaio forestale. L’annessa Malga Novezzina fu restaurata e trasformata in un rifugio alpino in grado di ospitare 50 persone. Nel corso degli anni sono state raccolte nell’Orto Botanico centinaia di specie che caratterizzano la diversità floristica della montagna baldense; allo scopo di valorizzare le specie baldensi, fin dall’inizio le introduzioni hanno riguardato esclusivamente specie di provenienza locale, escludendo ogni importazione da altre zone geografiche. Nell’Orto sono stati ricreati alcuni ambienti naturali è sono state realizzate numerose aiuole a tema nelle quali sono coltivate, ad esempio, le essenze officinali, quelle velenose, quelle endemiche, oppure le specie protette. Ogni specie è accompagnata da un cartellino che ne precisa il nome scientifico, quello comune e la famiglia di appartenenza. Annesso all’Orto Botanico è attivo anche l’Osservatorio Astronomico “A.Gelodi” che, attraverso telescopi e una strumentazuione all’avanguardia, svolge un’importante ruolo nello studio e nella didattica delle scienze astronomiche. In un contesto naturalistico e paesaggistico straordinario come quello baldense, l’Orto Botanico e l’Osservatorio Astronomico di Novezzina rappresentano un polo strategico di notevole valore per la ricerca e la divulgazione scientifica, non soltanto a livello nazionale, ma anche europeo. Gianfranco Caoduro Presidente di World Biodiversity Association onlus