SPECIE DEDICATE AL MONTE BALDO

Le scoperte che si sono succedute sul Monte Baldo sono numerose e importanti, così come autorevoli e assai noti sono i botanici che lo hanno frequentato. Tutto sembra avere origine dalla pubblicazione di Francesco Calzolari del 1566 Il Viaggio di Monte Baldo, della magnifica città di Verona dove elencò circa 400 piante, conosciute e non dalla medicina classica. Lo stesso percorso fu in seguito intrapreso da Giovanni Pona, attratto dalle specie nuove descritte nelle flore europee. Già dalla sua opera del 1601 emergono diversi endemiti, ma tra questi solo Campanula petraea L. verrà riconosciuta come Campanula del Monte Baldo.

Nel 1745 Francesco Seguier diede alle stampe Plantae veronenses utilizzando la nomenclatura tournefortiana e tra le rarità nominò una pianta scoperta da Bauhin sul Monte Baldo, ossia Gramen  junceum e Monte Baldo che Linneo chiamerà  Carex baldensis L., altre invece verranno riconosciute come sottospecie quali  Anthyllis vulneraria L. subsp. baldensis (Kerner) Becker  e Potentilla crantzii subsp. baldensis Kerner.  Più tardi, nel 1764, il vicentino Antonio Turra pubblicherà un’analisi tassonomica di specie raccolte sul Monte Baldo come Bupleurum baldense Turra   e Anemone baldensis L., mentre una terza specie, Aretia baldensis Turra, assumerà il nome Androsace alpina (L.) Lam. Del grande botanico di Alagna Ciro Pollini (1782-1833) si ricorda per l’epiteto baldensis solo il lichene Lecidea baldensis e un’alga oscillatoria, l’Ectosperma baldensis, rinvenuta nella fonte di Navole. Curzio Spengel, invece, grazie all’amicizia con Pollini, studiò dettagliatamente la flora del Monte Baldo  e nel 1813 descrisse una nuova specie, il Galium baldense Spreng., pianta relittuale, ritenuta un paleoendemismo sopravissuto nelle zone a nunatakker. Nel XX secolo Kerner segnalò un’altra specie, Knautia baldensis Borbás, tipica di pascoli e cespuglieti.

Tra gli ibridi scoperti sul Monte Baldo si ricorda l’orchidea Ophrys xbaldensis Delforge del 1989 e la descrizione di Dino Marchetti del 1994 relativa alla felce Asplenium ruta muraria nothosubsp. baldense (Sleep, Vida et Reichstein) Munoz, Garm.

Ed infine la scoperta nel 2004 di Brassica repanda Willd. subsp. baldensis Prosser & Bertolli, un’endemica stretta esclusiva del versante atesino del Monte Cimo, frutto di una speciazione allopatrica, con un taxon simile descritto per la Penisola iberica.

Daniele Zanini (Referente Scientifico Orto Botanico del Monte Baldo)