IL MONTE BALDO E LA BOTANICA RINASCIMENTALE

Nel Cinquecento, con l’arrivo di nuove piante dall’America  e con il recupero dei testi classici, nacque l’esigenza di confermare non solo l’efficacia delle droghe utilizzate dagli antichi, ma soprattutto la loro vera identità. Infatti, molti erano i dubbi sulla natura dei rimedi proposti da Galeno e Dioscoride, tanto che i medici teorici iniziarono a classificare e sperimentare dal vivo quanto sostenuto dalle teorie ufficiali. Usare le piante della flora italiana, evitando corruzioni ed adulterazioni, era il proposito della nuova classe medica che dovette superare gli ostacoli della babele terminologica letteraria e i principi della chimica spagirica. I medici si affiancarono agli speziali per la classificazione e la raccolta delle piante autoctone, consapevoli però di non disporre di manuali di botanica, di erbari per il confronto delle specie e di una nomenclatura impostata sul concetto di specie.

Le Università di Padova e Bologna si distinsero subito come centri di riferimento europei nel campo della botanica sistematica grazie alle figure di Fracastoro, Ghini, Mattioli, Aldrovandi e Calzolari che seppero proporre nuove tecniche d’indagine scientifica con l’istituzione di orti, la realizzazione di erbari e la caratterizzazione di distinte aree floristiche, attività sorrette dal principio scientifico di far circolare il sapere con lo scopo di confermare le ipotesi formulate a sostegno di una teoria. Tra questi cinque studiosi ci fu una collaborazione intensa, documentata da scritti ed epistole. Fracastoro e Ghini furono i maestri teorici di Calzolari, mentre Aldrovandi e Mattioli furono anche collaboratori, accomunati dalla necessità di scoprire il mondo delle piante e le bellezze della natura. Tutti frequentarono il Monte Baldo direttamente ed indirettamente, meravigliati da una biodiversità inaspettata, legata ai molteplici habitat che la catena più meridionale delle Alpi sapeva offrire. Questa ricchezza venne scoperta ed esaltata da Calzolari e poi rivissuta da moltissimi altri botanici che seppero rafforzare il mito del Monte Baldo con continue scoperte,  scomodando perfino Linneo e, successivamente, anche altri nomi importanti della botanica contemporanea. Molti sostengono, infatti, che questo monte sia servito, alla pari di un orto universitario, come centro di studio, di confronto e di sapere, ed abbia favorito la nascita della botanica moderna. Daniele Zanini (Referente Scientifico Orto Botanico del Monte Baldo)