GLI ENDEMISMI BOTANICI DEL MONTE BALDO

La vegetazione spontanea che caratterizza la regione baldense ha origine da una lunga e complessa sequenza evolutiva, condizionata da molte vicende bioclimatiche, in special modo dalle glaciazioni del Quaternario.

Le rarità e gli endemismi floristici di questo territorio si sono evoluti e conservati grazie all’esistenza di diversi habitat marginali, interstiziali e di rifugio che su questo monte isola hanno permesso il verificarsi di forze selettive e conservative, uniche e plurime.

Le moltissime specie vegetali, che in varie epoche geologiche hanno colonizzato il territorio, sono riuscite ad esprimere nuove combinazioni geniche grazie alla continua trasformazione degli habitat da conquistare. Deriva genica, poliploidia, ibridazione e mutazioni sono state le forze evolutive che hanno giocato a favore della selezione ambientale.

La catena baldense vanta, giustappunto, quattro peculiarità importanti che ne giustificherebbero la forza espressiva, ossia la posizione centrale rispetto a quattro regioni bioclimatiche distinte, l’elevato numero di isole rifugio durante le glaciazioni, i così detti nunatakker, la posizione di cerniera rispetto ad un importante corridoio floristico migratorio e la vicinanza alla pianura intesa come serbatoio di specie, essendo il rilievo più meridionale dell’arco alpino. La biodiversità botanica baldense è stata, pertanto, oggetto di studio da parte di molti naturalisti italiani e stranieri che hanno saputo fare scuola su questo territorio vocato alla sperimentazione di nuove tecniche d’indagine, a partire da quelle  mediche di Mattioli, alle floristiche di Calzolari, alle fitosociologiche e genetiche in senso lato.

Inoltre, il Monte Baldo vanta non solo un elevato numero di piante endemiche e rare, come il Callianthemum kernerianum Freyn ex A. Kern., la Gypsophila papillosa Porta, la Brassica repanda  Willd. subsp. baldensis Prosser & Bertolli, la Campanula petraea L., la Physoplexis comosa (L.) Schur e la Paederota bonarota (L.) L., ma anche un altro primato invidiabile, ossia una quantità di studi dedicati che lo rendono unico e mitico nel contesto della bibliografia botanica storica.

Daniele Zanini (Referente Scientifico Orto Botanico del Monte Baldo)