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14-15 Luglio Eventi a Novezzina

Il fine settimana del 14 e del 15 di luglio sarà un fine settimana dedicato agli eventi.

Si partirà sabato sera con l’osservazione di Saturno presso l’Osservatorio Astronomico

Le porte si apriranno poco prima delle 21 per portare tutti i presenti a vivere una serata indimenticabile. Dopo una breve lezione dedicata a Saturno dal titolo: “La Missione Cassini-Hyugens”, meteo permettendo, verso le 22:00 cominceremo ad osservare alcuni oggetti celesti del profondo cielo: nebulose, ammassi stellari e galassie. Ma osserveremo anche i pianeti Giove, Saturno e Marte. A disposizione del pubblico i telescopi della struttura per l’osservazione guidati da alcuni operatori che saranno a disposizione per rispondere alle vostre domande e aiutarvi a riconoscere le principali costellazioni e stelle nel cielo.
INGRESSO:
Intero 6€;
Ridotto (ragazzi fino 12 anni) 4€;
Gratuito bambini età prescolare e disabili con accompagnatore, soci Circolo Astrofili Veronesi A. Cagnoli (esibire la tessera). Non necessita la prenotazione.

Domenica invece proseguiremo con una conferenza dal titolo 2018 anno internazionale del cibo italiano: il contributo del territorio baldense

  

L’ONU ha dichiarato il 2018 “Anno internazionale del cibo italiano nel mondo“. L’Orto Botanico di Novezzina aderisce all’iniziativa con  l’obiettivo di sensibilizzare il territorio  sulla necessità di valorizzare le proprie ricchezze alimentari e naturalistiche.

Già da alcuni anni l’Orto promuove la conoscenza delle produzioni agroalimentari tipiche della montagna, con percorsi didattici rivolti alle scuole e collaborazioni con l’Università, valorizzando soprattutto gli ortaggi antichi, spesso dimenticati, come il navone, la patata blu e la rapa rossa. La cultura del cibo, attenta alla qualità, sicurezza e tipicità, è infatti garanzia di biodiversità e di sviluppo sostenibile.

Domenica si parlerà non solo di tradizioni culinarie riguardanti la cucina di montagna, ma anche di nutraceutica (alimenti che influenzano positivamente le funzioni dell’organismo), ortaggi, frutta dimenticata e piante selvatiche.

Il cibo non è solo nutrimento, è un elemento fondante della nostra cultura e territorialità, è un’iconema,  una componente importante della sapienza tramandata dai nostri nonni fino alla memoria scritta dagli etnobotanici che, parlando con i vecchi montanari, si meravigliavano della quantità di piante che l’uomo mangiava prima dell’agricoltura intensiva.

La scelta del cibo è stata in questi ultimi decenni condizionata dalla globalizzazione e da una logica di  economia lineare. Oggi le cose  stanno cambiando: c’è molta più attenzione verso il locale, il singolare, la tracciabilità del prodotto ed il rispetto dell’ambiente come garanzia di qualità della vita e di ciò che mangiamo. Si preferiscono i cibi semplici della tradizione a quelli trasformati dall’industria.

Il ritorno ai saperi ed ai sapori tradizionali potrebbe rappresentare un modo per salvaguardare il proprio territorio e per insegnare tre principi fondanti della buona cucina, ossia: rispetto della stagionalità,  consumo di cibi freschi senza l’uso di conservanti e tendenza all’essenzialità come negazione del superfluo.

Si parlerà di olio, di vino, di formaggi e di carne ed in particolare di piante selvatiche come il farinello buon enrico (Chenopodium bonus-henricus L.) o spinacio di montagna, ricco di mucillagini anticostipanti e di acido tannico, con cui si preparano minestre, pasticci e gnocchi di ricotta, dei crespini (Sonchus asper L., Sonchus oleraceus L.), dei plantago (Plantago lanceolata L.) e delle  “porselàne” (Portula oleracea L.), piante ricche di  composti salutistici.

Oltre alla conferenza a  tema,  all’Orto Botanico si potrà ammirare una mostra di ortaggi e di frutta dimenticata ed altri prodotti di nicchia che impreziosiscono il nostro territorio ed il nostro modo di mangiare.

 

 

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